C.A.V. è l'acronimo di: Centro Aiuto alla Vita. E' un'associazione di volontariato, all'interno del Movimento della Vita, che ha come obiettivo la prevenzione dell'aborto volontario e l'aiuto delle mamme in difficoltà. Il nostro scopo principale è salvaguardare la vita, sin dal primo concepimento. Spesso una gravidanza inattesa spaventa e disorienta la donna, che sceglie la soppressione del figlio ritenendo questa la soluzione migliore. Ma non è così. In realtà si crea in lei una ferita che è impossibile rimarginare.

Cos’è il CAV di Asola? Un gruppo di persone provenienti da diverse parrocchie come Asola, Canneto, Fontanella, Acquanegra, Piubega, Castel Goffredo che hanno desiderato creare un luogo che diventasse una dimora, un porto sicuro a cui future mamme potessero bussare e trovare ascolto, conforto e nei limiti del possibile, un aiuto concreto. Si trova ad Asola in via Oberdan n.11, nei pressi dell’uscita posteriore della cattedrale di Sant'Andrea di Asola.

Perché è nato? Perché in ognuno di coloro che lo compongono albergava in cuore una domanda: “Cosa posso fare io?”. E dai tanti Io è nato un Noi che in questo tentativo cordiale prova a ridare senso e significato a quelle madri che mendicano anche solo un: “Tu non sei sola”.

Cosa ci muove?  L’amore alla vita, la cura al destino dell’altro, il sapere che chi “salva una Vita salva il mondo intero” (Madre Teresa di Calcutta). Ci muove la consapevolezza che anche se l’uomo è arrivato sulla Luna, ed un giorno forse anche su Marte, o che con un clic può comunicare col mondo intero, in realtà non è sempre felice e può essere spesso solo. Una maternità inattesa e la scelta decisiva d’innanzi alla quale vivere il proprio dramma nella solitudine e nella estraneità,  segna poi per sempre un’esistenza. 

Queste di seguito sono alcune delle storie giunte al telefono del CAV di Asola che ha iniziato a prestare soccorso alle mamme in difficoltà dell’Alto Mantovano dal giugno 2011. 

“Buongiorno, sono L*** ho 35 anni madre di 2 figli ed incinta del terzo. Ho già con me la carta per l’Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza). Mio marito ha un lavoro precario ed il mio datore ha già minacciato che se resto nuovamente a casa mi licenzia…” 

“Sono M*** ho 20 anni vivo con i genitori del mio compagno; non ho un lavoro e vogliono che interrompa la gravidanza ora, perché sono troppo giovane e non in grado di allevare un figlio. Tra 10 giorni… insomma ho già le carte per andare in ospedale… cosa devo fare?”